L’ unità motocondensante

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L’ unità motocondensante

L’ unità motocondensante

Uno dei problemi principali quando si decide di acquistare ed installare un impianto di condizionamento è la giusta allocazione di tutte le sue parti. Questa scelta riguarda spesso esigenze di natura estetica, decoro degli esterni e non ultimo la necessità di ridurre gli ingombri interni.

In particolare, di grande difficoltà potrebbe divenire la collocazione dell’unità motocondensante.

unità motocondenzante.info
Di cosa si tratta? Dell’apparecchio che si occupa della refrigerazione del fluido che arriva dal compressore. Questo tipo di unità può essere ad aria o ad acqua.
Nel caso di unità ad aria, questa è dotata di uno scambiatore di calore che cede il calore all’esterno. Per questo motivo questo tipo di unità sono dotate di una grande ventola e risulta fondamentale la sua installazione in ambienti molto areati o comunque all’esterno, per facilitare lo scambio di calore. E’ importante però, anche valutare le condizioni del vento per posizionare la ventola a favore di quest’ultimo.
Nelle unità ad acqua invece lo scambio avviene attraverso un dispositivo scambiatore che utilizza l’acqua. Essendo l’acqua un miglior scambiatore di calore rispetto all’aria, il suo utilizzo in ambienti angusti o interni è consentito, e addirittura consigliato, non avendo bisogno di alcuna ventola.

La maggior parte dei motocondensanti che si vendono in commercio sono con scambiatore ad aria e prevedono la possibilità di installare in cascata da uno o più “split” (link all’articolo monosplit e multisplit). Gli split sono le unità interne che provvedono a mettere in circolo l’aria distribuendola nei locali.

Esiste quindi, anche in base a quanto detto poc’anzi, un problema in merito alla collocazione dei motocondensanti, che spesso vengono posizionati all’esterno: tuttavia, se è vero che un’allocazione in ambienti troppo chiusi o che ostacolino il giusto ricambio dell’aria potrebbe ridurre la potenza dell’impianto o addirittura comprometterne il funzionamento, è anche vero che, nonostante le unità siano progettate e costruite per resistere agli agenti esterni, andrebbero sempre preservate dal contatto diretto con gli agenti atmosferici, al fine di consentirne un minor stress di funzionamento soprattutto nei periodi estivi, dove il calore del sole potrebbe richiedere uno sforzo maggiore di funzionamento per non ridurre il potere rinfrescante.
A queste motivazioni vanno anche aggiunte considerazioni di natura estetica: a parte il fatto che non sono visivamente assai gradevoli (!), c’è pure la questione che in alcuni contesti condominiali, o in alcuni particolari contesti architettonici, come quelli di pregio storico-artistico, potrebbero essere vietati, o comunque dover sottostare a determinate disposizioni.
 
compressore riscaldamento elettrico.info
A tal proposito, esistono dei sistemi che prevedono il posizionamento a scomparsa del motocondensante, come quelli elaborati da Tekno Point, che ha studiato una soluzione per installare l’impianto di climatizzazione rispettando le facciate dei centri storici e l’architettura delle residenze di pregio: per appartamenti, negozi e uffici che necessitano di tutelare le facciate, così come negli edifici di nuova generazione e nella bioedilizia, l’unità della Tekno Point si rende “invisibile” grazie al motocondensante a scomparsa da abbinare alle versioni Mono e Multi Split.L’unità condensante a scomparsa dispone di ventilatori e si può tranquillamente installare all’interno dell’edificio in un vano di servizio (cantina, bagno, ripostiglio, lavanderia, disimpegno ecc.).
L’ unità motocondensante ultima modifica: 2016-06-19T16:02:58+02:00 da Mortellik

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