VRV: che cosa sono e quali son le loro caratteristiche salienti

Si tratta di un sistema molto versatile, acronimo di Volume di Refrigerante Variabile, le cui applicazioni spaziano dagli edifici commerciali agli edifici pubblici, passando anche per le abitazioni private, che è stato inaugurato nel 1982 dalla Daikin, cha ha poi ottimizzato la ricerca fino ad ottenere un prodotto innovativo nel condizionamento dell’aria.

Il sistema VRV lineare utilizza sensori di pressione del refrigerante, adottando una logica di controllo basata su gradini più piccoli, in grado non solo da assicurare un riscontro preciso delle aree sia piccole che grandi, ma anche su un numero consistente di esse (fino a 64 unità interne, di tipo diverso e con capacità differenti).
I sistemi VRV assicurano bassi costi di esercizio grazie alla possibilità di controllare ciascuna zona individualmente, grazie ad una valvola elettronica di espansione che regola continuamente il volume del refrigerante.
Ciò significa che verranno riscaldati o raffreddati solo gli ambienti che richiedono una climatizzazione dell’aria, mentre il sistema può essere completamente spento negli ambienti nei quali non è necessaria, garantendo cicli di avvio/arresto meno frequenti e minimi sbalzi di tensione.
Questo si traduce anche in risparmio, perché in caso di malfunzionamento i compressori più piccoli sono più economici e più veloci da sostituire.

 

I vantaggi dei VRV
Ma ancora molti sono i pregi dei sistemi VRV 
semplicità di installazione
trattamento anticorrosione (che garantisce una resistenza alle piogge acide e al sale 5 o 6 volte superiore)
funzione di carica automatica (che termina una volta trasferita la quantità corretta di refrigerante)
verifica del contenimento del refrigerante (l’unità si porta in modalità raffreddamento e riproduce determinate condizioni di riferimento in base ai dati in memoria: il risultato indica se si sono verificate o meno perdite di refrigerante)
contenimento del refrigerante migliorato (grazie all’impiego di attacchi saldobrasati)
test automatico (che controlla cablaggio, chiusura valvole, sensori e volume refrigerante)

facilità di manutenzione (grazie alla Funzione autodiagnostica, che consente di diagnosticare rapidamente guasti a elettrovalvole o valvole motorizzate, malfunzionamento dei compressori, errori di comunicazione, ecc.).

E ancora:
tempi brevi di installazione
eccezionale riduzione degli ingombri
nessun rinforzo strutturale richiesto
attacco tubazioni su quattro lati
tubazioni del refrigerante più piccole.
E i pregi ancora non sono terminati, visto che l’azienda ha creato modelli che richiedendo una minore carica di refrigerante hanno anche un minore impatto ambientale, così come la scheda a circuiti stampati saldata senza piombo e la piastra base di acciaio galbarium riciclabile, o alla tecnologia che consente di effettuare il recupero del refrigerante dalle tubazioni per immagazzinarlo nel ricevitore e nel condensatore.
VRVIII: la terza generazione della Daikin!
I sistemi VRVIII possono essere adattati con facilità alle modifiche nella disposizione dei locali: è possibile aggiungere unità interne supplementari (fino a 64, come detto) fino a raggiungere una capacità del 200%, un totale di 1.000 m di tubazioni, operazioni di dimensionamento e preventivazione semplici e veloci grazie al software VRV-Solver Daikin (scaricabile dall’area riservata del sito ufficiale Daikin), il ricorso a immagini, schede tecniche di capitolato, disegni cad, realizzabili col software Di.Sc Daikin.
 

 

E least but don’t last la disponibilità del prodotto anche nella versione pompa di calore (link all’articolo Pompa di calore vs caldaia a gas)…
E quindi si tratta di un sistema di controllo e di raffreddamento e riscaldamento dell’aria immune da difetti?
Certo che no (anche perché non ne esistono): uno di questi potrebbe essere considerato la rigidità della scelta delle potenze, ovvero ad un numero di unità interne corrisponde per forza una dimensione di unità esterna, togliendo al progettista tutte le sue considerazioni sulle contemporaneità, pure a dispetto della sua modularità.
È’ evidente che tali sistemi sono semplici ed hanno costi più contenuti rispetto ai sistemi a recupero di calore (link all’articolo recuperatori di calore), e che permettono la massimizzazione della regolazione nei singoli ambienti, consentendo, entro certi limiti, di raffrescare e riscaldare contemporaneamente due locali diversi attraverso un ciclo frigorifero particolare.

Un bel bagno caldo! Il modo migliore per produrre l’acqua calda sanitaria di casa

Riflettere sul sistema migliore per ottenere acqua calda sanitaria, conciliando una buona resa con bassi consumi e quindi risparmio energetico, significa tenere in conto tutte le variabili in gioco, a cominciare dalla struttura della casa (link all’articolo L’impianto di riscaldamento adeguato per una mansarda), fino ad arrivare alla zona climatica, passando per il numero dei componenti della famiglia e da quanto e come vengono vissuti gli spazi domestici.
“E’ importante fare la scelta giusta che risulti più adatta e conveniente alle proprie esigenze e, per risparmiare maggiormente, è importante scegliere tra le migliori offerte luce disponibili sul mercato libero
Acqua calda sanitaria con lo scaldacqua istantaneo a gas
Il primo sistema per ottenere acqua calda sanitaria è lo scaldabagno a gas: molte sono le aziende che presentano questo prodotto nel loro catalogo di offerte, e molte sono le tipologie oggigiorno disponibili sul mercato. In primis, a camera aperta, a camera stagna, a condensazione.
Il termine “camera” si riferisce al vano che si trova tra il bruciatore e lo scambiatore, in cui avviene una parte della miscelazione del gas proveniente dal bruciatore con l’aria per la combustione e quindi la fiamma. Le pareti della camera sono generalmente rivestite di fibra di ceramica ad elevato isolamento termico.
I primi due tipi di caldaia si distinguono per:
diverso modo di prelevare l’aria: le caldaie di tipo a camera stagna prelevano l’aria dall’esterno con un tiraggio forzato (per questo possono essere installate anche in locali piccoli), mentre le caldaie a camera aperta prelevano l’aria dal locale in cui sono installate con un tiraggio naturale e bruciano l’aria presente all’interno del locale dove sono installate (per questo deve essere collegata a una canna fumaria che permetta che i fumi prodotti dalla combustione vengano scaricati all’esterno)
per modalità di tiraggio: il tiraggio indica la circolazione continua dell’aria nel braciere e nel camino, in modo da fornire la quantità di ossigeno necessaria alla combustione e consentire l’eliminazione dei fumi prodottisi con la combustione. Le caldaie a camera stagna utilizzano un sistema di tiraggio forzato (tramite un sistema di ventilazione presente nel circuito di combustione), mentre quelle a camera aperta utilizzano un sistema di tiraggio naturale (tramite una piccola apertura frontale della caldaia stessa).
 Tra le molte aziende, la Vaillant offre numerose soluzioni per l’installazione di scaldabagno e scaldacqua a gas per la produzione di acqua calda sanitaria con il massimo risparmio energetico, come turboMAG plus scaldabagno a gas istantaneo a tiraggio forzato, con accensione elettronica e dimensioni compatte; atmoMAG XI e atmoMAG mini XI, scaldabagni istantanei con accensione elettronica a batteria; atmoMAG XZ e atmoMAG mini XZ, scaldabagni istantanei con accensione piezoelettrica; atmoMAG mini GX, scaldabagni istantanei a gas modulanti con accensione idrodinamica; outsideMAG, scaldabagno per esterno; atmoMAG plus, a camera aperta e tiraggio forzato; electronicMAG, scaldabagni istantanei a camera aperta, con accensione elettronica e con micro accumulo; e turboMAG 17 litri/min.
Ariston Thermo propone lo scaldacqua istantaneo a gas Fast EVO per installazioni interne, in due versioni, ad accensione elettronica con cavo (con comandi a dispaly semplici ed intuitivi) e ad accensione a batteria. Fast Evo lavora anche con sistemi solari tramite valvola termostatica ed è dotato di accessori tra cui il kit per la trasformazione gas GPL e AP. Tra i tanti vantaggi di questo apparecchio c’è la modulazione continua della fiamma, grazie all’azione della sonda NTC in uscita dello scambiatore e alla scheda elettronica, che permette la massima stabilità di temperatura anche in caso di oscillazioni della portata di acqua. Inoltre in dotazione la protezione contro la sovratemperatura, il flussostato acqua, lo scambiatore in rame e il rilevamento elettronico di presenza fiamma.
Il riscaldatore di acqua istantaneo elettrico
OPUS Instant della Santoni (link all’articolo Santoni: una vita dedicata al riscaldamento elettrico) è un riscaldatore di acqua istantaneo elettrico, semplice, facile da installare e utilizzare, efficiente e conveniente, che necessita solo di un collegamento alla rete di carico ed una presa elettrica: il principio è che l’acqua calda sanitaria viene prodotta nel momento del bisogno, invece che essere accumulata e mantenuta calda anche quando non necessaria. Il sistema offre regolazione di flusso d’acqua e temperatura, e un controllo delle sovrappressioni tramite una valvola di sicurezza e un termostato. Le dimensioni ridotte (circa 30x24x10), la convenienza, la modularità, l’efficienza, la semplicità di installazione, oltre alla certificazione europea, ne fanno la soluzione più economica presente sul mercato.
 

 

L’acqua calda sanitaria prodotta dalle caldaie a condensazione
Lo scambiatore di calore di una caldaia a condensazione è invece progettato per abbassare in modo opportuno la temperatura dei fumi di scarico e ottenere la condensazione del vapore acqueo, che avviene intorno ai 55° C. Il calore liberato dalla condensazione viene ceduto all’impianto, che dunque dovrà assorbire meno calore per raggiungere la temperatura di mandata, risparmiando in tal modo sui consumi di gas. Il calore di condensazione del gas metano è circa l’11% della sua energia termica totale, quindi l’entità del risparmio è notevole.
 
Junkers propone una vasta gamma di scaldabagni a gas per uso domestico per soddisfare ogni esigenza in termini di acqua calda sanitaria: istantanei, abbinabili a sistemi solari termici, a condensazione, a premiscelazione, convenzionali (link all’articolo Meglio una caldaia a gas o una pompa di calore?).
Gli scaldacqua a condensazione Infinity della Rinnai sono divisi in gamma da interno e da esterno, e contraddistinti dalla dimensione estremamente compatta e dall’elevata efficienza termica, essendo in grado di produrre da 26 a 32 l/min a seconda del modello.
Anche gli scaldabagni a gas a condensazione di Cosmogas garantiscono immediata disponibilità di acqua calda sanitaria in grande quantità, senza fastidiosi tempi di attesa, anche in abitazioni con più punti di prelievo contemporaneo, potendosi pure abbinare ad energie rinnovabili come i sistemi con pannelli solari termici.
Solare termico e acqua calda sanitaria
Super Solar Maxi Plus è il nuovo prodotto dell’azienda Solar Energy Group: un sistema del tipo solare termico a circolazione forzata, studiato per produrre acqua calda sanitaria ed integrazione per il riscaldamento, senza alcun intervento sull’impianto esistente.
Infatti, la novità di questo prodotto sta nel fatto che, grazie ad un sistema brevettato, il bollitore si può adattare a qualsiasi tipologia di riscaldamento, compreso quello a radiatori di tipo tradizionale.
Da non sottovalutare che, grazie al Conto Termico, si può beneficiare di un contributo variabile in base alla superficie totale di collettori termici installati, che può arrivare, con la gamma Super Solar Maxi , fino al 76% della spesa sostenuta: il contributo viene erogato in soli due anni direttamente sul conto corrente dell’acquirente.
Anche i collettori termici possono essere inseriti in due tipologie di impianti: sistemi a circolazione naturale e a circolazione forzata.  Entrambi i sistemi, pur presentando sostanziali differenze dal punto di vista impiantistico, sono la soluzione ideale per coprire su base annua una percentuale del fabbisogno termico per usi domestici fino a punte del 70-80%, mentre nel periodo estivo la copertura è pressoché totale. I principali vantaggi del primo tipo di sistemi sono il costo limitato, la semplicità di installazione, e la notevole convenienza per usi prevalentemente estivi o in località con elevata insolazione; i sistemi a circolazione forzata si caratterizzano per un’elevata efficienza grazie al serbatoio verticale (si evitano miscelazioni di acqua fredda e calda) e per la possibilità di posizionare il serbatoio all’interno dell’abitazione (minimizzazione dell’impatto visivo del sistema).
La sempre presente Vaillant si occupa anche di prodizione di solare termico, con prodotti come auroSTEP plus D (Sistema solare modulare compatto a svuotamento), auroSTEP plus PS (Sistema solare modulare compatto pressurizzato), auroSTEP PRO (a circolazione naturale per acqua calda sanitaria), auroTHERM exclusive (collettore solare a tubi sottovuoto), e molti altri.

 

 

Sistema radiante a battiscopa per il riscaldamento

 

Al giorno d’oggi, tra le maggiori esigenze in campo edilizio ed in particolare in materia di impiantistica, riveste particolare importanza la possibilità di unire un elevato livello di comfort ad un notevole risparmio energetico; gli impianti a pannelli radianti per riscaldamento e raffrescamento sono stati ideati proprio per soddisfare queste esigenze.
Gli elementi radianti, a seconda delle specifiche necessità, possono essere inseriti sotto il pavimento, nelle pareti, nel soffitto o nel battiscopa.
  
 
Ipotizziamo infatti di dover arredare una mansarda (link all’articolo L’impianto di riscaldamento adeguato per una mansarda): visto che i tradizionali sistemi a termosifoni e termoconvettori contribuirebbero a minimizzare ulteriormente lo spazio, in una tipologia abitativa che spesso soffre di questa mancanza (si pensi a quanto i tetti-link all’articolo Chi dice che basta avere un tetto sulla testa?- a spiovente sottraggano metri quadri vivibili), sarebbe preferibile pensare ad una soluzione alternativa, come il sistema di riscaldamento a battiscopa, che annovera tra i suoi vantaggi, appunto, la possibilità di arredare a piacimento la stanza senza problemi di copertura delle pareti con quadri o mobili, e la libertà di utilizzare gran parte dei muri.
Il battiscopa radiante (di dimensioni di circa 15 centimetri in altezza per 3 in larghezza) è posizionato lungo i muri perimetrali delle stanze, di modo che il calore si distribuisca sulle pareti con duplice effetto: riscalda le superfici interne dei muri che a loro volta irradiano calore all’interno della stanza e tengono asciutti i muri dall’eventuale possibile presenza di umidità.
Il sistema di riscaldamento a battiscopa è composto da due tubi di materiale altamente conduttivo (come il rame): uno contiene acqua calda ad una temperatura di circa 45/60° (45°C se si utilizza una pompa di calore, 50 con una caldaia a condensazione-link all’articolo Energie green: produzione e incentivazione-, 60 con caldaia tradizionale), l’altro contenente acqua fredda. Attorno ai tubi ci sono delle lamelle realizzate solitamente in alluminio o in ottone antistatico, intervallate da uno spazio che va da qualche millimetro fino al centimetro.
L’aria calda risalendo riscalda la parete, che a sua volta si trasforma in corpo radiante, con una temperatura bassa per unità di superficie, ma elevata in valore assoluto in quanto prodotta da tutta la parete.
Basso è anche il contenuto d’acqua impiegato dal sistema (qualche decina di litri per una casa da 150 m2 circa), e dunque bassa è l’inerzia, il che significa che si porta in temperatura molto velocemente garantendo tempi di messa a regime dell’impianto molto veloci.
Unica accortezza richiesta è di evitare di posizionare i battiscopa dove vi siano arredi fissi che non possono discostarsi dal muro, come nei bagni e cucina, mentre nel resto degli ambienti sarà sufficiente distaccare leggermente il mobile dalla parete, salvaguardando in questo modo anche la sua faccia nascosta.
Tra gli altri vantaggi del battiscopa radiante il miglioramento della qualità del calore percepito, che risulta più omogeneo (tanto che addirittura i termostati ambiente vengono posizionati a temperature del 15% più basse, con conseguente maggior risparmio energetico), e l’aumento del risparmio energetico rispetto ai tradizionali sistemi a termosifoni e termoconvettori. E ancora l’abbattimento del tasso di umidità delle pareti e quindi della formazione di muffa; la silenziosità (il moto dell’aria avviene naturalmente); l’assenza di accumuli d’acqua necessari per il funzionamento; la disponibilità in molti colori, così da potersi abbinare a qualunque stanza. Per di più, il fatto di non richiedere interventi murari, rende il sistema di riscaldamento a battiscopa di facile applicazione, e assolutamente raccomandato nel caso di restauro di edifici storici e di culto sia per la disponibilità di lunghi perimetri interni che per la sua integrabilità con l’arredo stesso.
Vantaggi indiscutibili anche per la salute: se infatti nei sistemi più convenzionali di riscaldamento l’azione riscaldante avviene per convezione, vale a dire attraverso lo spostamento di masse d’aria calda, che risultano però cariche di polveri, acari, pollini e ogni altro tipo di allergenici messi in movimento dagli spostamenti d’aria, i sistemi di riscaldamento a irraggiamento simulano l’azione riscaldante del sole, nella quale veniamo riscaldati senza che ci siano moti convettivi e che assieme all’aria vengano spostate anche le sostanze i cui sopra.
Aziende produttrici
Hekos, azienda Made in Italy oggi presente su tutto il territorio nazionale e i cui prodotti sono distribuiti in Regno Unito, Paesi Baltici, Cipro, Romania, Israele, Portogallo, Spagna, è presente sul mercato con Thermodul, disponibile sia nella versione ad acqua (il cui funzionamento può essere gestito in on-off con termostato/cronotermostato oppure “in continuo” con una centralina climatica che regola la temperatura in funzione della temperatura esterna, e disponibile in tutte le colorazioni della scala RAL) che elettrico (costituito dall’elemento di arredamento di copertura standard e da un profilo contenente una resistenza elettrica corazzata, disponibile in 4 tipologie di resistenze con lunghezze e potenze diverse). L’azienda però dispone anche di un battiscopa ad acqua ed elettrico, una soluzione bivalente che consente di scavalcare eventuali orari stabiliti in impianti centralizzati (link all’articolo Cogenerazione e la micro cogenerazione domestica) o di sopperire a malfunzionamenti della caldaia.

 

Il sistema “SANATHERM” appartiene invece alla ditta Idraulica Piovani, che nasce nel 1930, e si è specializzata in tutti questi anni in impianti solari termici (per la produzione d’acqua calda-link all’articolo Un bel bagno caldo!), pannelli fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica), nuove caldaie a condensazione, sistemi di riscaldamento bioedili (a parete e a battiscopa), insieme a sistemi di fitodepurazione, recupero e uso civile delle acque meteoriche, (per risciacquo delle cassette wc, irrigazione, lavatrici, etc.). Il sistema a battiscopa radiante “Sanatherm”, direttamente prodotto e commercializzato dall’azienda, consente di differenziare la temperatura da stanza a stanza, secondo l’uso; di godere di un odore piacevole e di una qualità dell’aria ottimale. Inoltre, la pulizia dei corpi scaldanti è semplice; nessuna carica elettrostatica, viene prodotta; l’aria ionizzata viene creata e conservata; il rendimento non è inferiore al 90%.
 
Il battiscopa radiante Best Board della Gemal Green Power, oltre ad adattarsi armoniosamente a qualsiasi ambiente ed edificio, ed essere fornito nei colori bianco o marrone verniciato a polvere, ha la particolarità di utilizzare solamente 8 litri di acqua per riscaldare un ambiente di ben 100 mq rispetto ai 70 litri di un riscaldamento tradizionale o a pavimento.

Pensato e prodotto da Stahlherz, azienda attiva nel settore della climatizzazione, AURORA è il sistema di riscaldamento capace di portare calore nei punti più freddi degli ambienti, grazie ad un battiscopa radiante posizionato su tutte le pareti esterne del locale, adatto a tutte le esigenze e ideale anche per gli edifici di elevato interesse storico. Il sistema radiante AURORA si presenta con un ventaglio di alternative per meglio adattarsi ad ambienti e situazioni, si compone infatti di vari accessori per i collegamenti idraulici e collettori dotati di regolazione manuale della portata a 4,6 e 9 circuiti. La trasmissione del calore avviene mediante il passaggio di acqua riscaldata in tubi di rame connessi ad una batteria alettata. Nel caso di appartamenti o ambienti di notevoli dimensioni, si procede con il classico impianto di distribuzione a zone mediante collettori, nella fattispecie l’acqua calda immessa nel battiscopa viene riscaldata da caldaie a gas, a gasolio o a combustibile solido. Negli ambienti di piccole metrature, invece, è possibile utilizzare il riscaldatore elettrico Fast Warm di Stahlherz, alimentato a 230 Volt, appositamente realizzato per essere applicato al battiscopa radiante di ogni singola stanza garantendo un riscaldamento autonomo in ognuna di esse.

 
Costi di un battiscopa radiante
E arriviamo al dunque? Quanto costa un sistema di riscaldamento a battiscopa? Poiché ci si aggira sui 130-150 euro a metro lineare, basterà misurare l’ampiezza di cui avete bisogno, e troverete risposta alla domanda!
 
Alcune considerazioni tecniche molto importanti
Innanzitutto in fase di start-up dell’impianto, così come per gli altri sistemi radianti, è fondamentale bilanciare i vari circuiti al fine di garantire una corretta alimentazione ad ogni stanza e di conseguenza il giusto afflusso di potenza termica.
In secondo luogo, il sistema non si abbina ad altri con temperature di funzionamento differenti: installare ad integrazione dei termosifoni, ad esempio, è una operazione sbagliata.

 

Ristrutturazioni e riscaldamento radiante: le soluzioni

 

il riscaldamento a pavimento realizzato con pannelli radianti, un sistema che dona maggiore comfort abitativo (perché il calore prodotto in questo modo viene percepito come molto più gradevole di quello dei radiatori classici), una maggiore libertà di progettazione degli interni (visto che, a differenza dei radiatori tradizionali, non viene creato alcun tipo di ingombro sotto-finestra o a parete), una maggiore salubrità (con meno muffe e meno polveri in circolo), un più elevato risparmio (garantito dalla bassa temperatura di mandata, dalla combinazione con le energie rinnovabili e dagli incentivi statali).

 

E’ allora più che lecito chiedersi se sia possibile installare un sistema radiante in spazi già esistenti, come avviene in occasione di una ristrutturazione: la soluzione a secco è stata concepita  specificamente per questo genere di interventi, dato che il suo spessore ridotto spesso non necessitano della rimozione della vecchia pavimentazione. Se la superficie è piana e in grado di sopportare il carico, come ad esempio nel caso di piastrelle o massetto, è possibile posare il sistema a secco direttamente sul vecchio pavimento e poi ad esempio piastrellare, collegando i pannelli radianti ai punti di allacciamento per radiatori già esistenti. Anzi, la stazione di regolazione di cui è dotato il sistema permette di sostituire i radiatori con un sistema radiante a parete, a pavimento o combinazione di entrambi, semplicemente allacciando i tubi di mandata e ritorno esistenti al collettore (fino a 4 circuiti).
Lo spessore minimo del sistema radiante Fonterra Reno è di soli 21 mm, permettendo, all’interno di una ristrutturazione, la posa diretta sulle piastrelle o sul massetto esistente senza ridurre l’altezza dei vani in maniera significativa. Spesso vi è perfino la possibilità di aggiungere un isolamento acustico di 6 mm.
Uno dei primi ambienti in cui è necessario intervenire quando si effettua una ristrutturazione e si decide di sostituire i vecchi radiatori con un sistema di riscaldamento a pannelli radianti a parete o a pavimento, è il bagno:  grazie alla stazione di regolazione per piccole superfici, fornita come unità premontata e cablata, pronta per essere allacciata a un circuito di mandata e ritorno già esistente, grazie alle dimensioni ridotte di soli 43 x 48 cm, può essere alloggiata nelle nicchie dei vecchi radiatori oppure sottotraccia o in una struttura controparete rivestita di cartongesso. Dopo la piastrellatura, il bagno si presenta tecnicamente ed esteticamente all’avanguardia. Il piccolo sportello di revisione della stazione di regolazione è quasi invisibile, perché il telaio può essere adattato alle dimensioni delle piastrelle, mimetizzandosi nel disegno delle fughe.

Ma il principio del riscaldamento a pavimento funziona anche se i pannelli radianti vengono applicati al muto: in questi casi si parla di riscaldamento radiante a parete e non più a pavimento.

Nelle vecchie costruzioni con ambienti piccoli l’integrazione di un impianto a pareti radianti è particolarmente indicata: il sistema a secco rappresenta una soluzione semplice e rapida per la posa nelle ristrutturazioni, soprattutto nel momento in cui ci si trovi in presenza di soffitti inclinati e in ambienti piccoli, che traggono dal riscaldamento a pannelli radianti i maggiori vantaggi.
In questo tipo di interventi sarebbe consigliabile, ma non è necessario né obbligatorio, procedere preventivamente all’isolamento delle pareti, poiché esso influisce positivamente sul grado di efficienza di un impianto a parete: tuttavia, qualora si applicasse uno strato isolante, è importante che si tratti di materiali aperti alla diffusione come ad esempio pannelli truciolari o barriere al vapore/all’umidità idonee.

Un impianto di riscaldamento a pannelli radianti sì fatto può essere collegato a qualsiasi generatore di calore: la combinazione ideale sarebbe con una caldaia a condensazione moderna e con energia da fonti rinnovabili, come ad esempio una pompa di calore.

 

Riscaldamento elettrico a pavimento

 

Una delle esigenze dell’odierna architettura è quella di accrescere il confort degli spazi abitativi, abbattendo contestualmente la necessità di energia utile al riscaldamento e raffrescamento degli stessi.
È per questo che sono nati una serie di sistemi di climatizzazione che soddisfacendo le due esigenze di cui sopra, salvaguardano anche la dimensione estetica, talora compromessa da termosifoni, fancoil (link all’articolo omonimo), stufe a legna o elettriche, che pongono vincoli sull’utilizzo degli spazi.
Tra questi sistemi di riscaldamento figurano quelli a pavimento, che possono essere suddivisi in due tipologie fondamentali: quella a pannelli radianti (costituita da un sistema di tubazione sottopavimento all’interno delle quali scorre dell’acqua calda, che per conduzione trasferisce il calore al pavimento e per irraggiamento all’intero ambiente) e il sistema di riscaldamento elettrico ad irraggiamento (nel quale il posto delle tubazioni con l’acqua è preso da elementi conduttori che funzionano elettricamente).
Pro e contro del riscaldamento elettrico a pavimento
I vantaggi del riscaldamento a pavimento sono numerosi, a cominciare dalla maggiore salubrità rispetto ai normali termosifoni (non si creano spostamenti d’aria e di polveri, e dunque di acari) e una maggiore funzionalità (si eliminano le differenze di temperatura tra le varie zone dell’ambiente e il riscaldamento risulta omogeneo e costante, con una differenza di temperatura dell’aria tra pavimento e soffitto di solo 1,5°C).
A questi pregi, il riscaldamento elettrico a pavimento aggiunge la silenziosità (essendo l’impianto privo di caldaia o altro elemento meccanico che potrebbe produrre rumore), la flessibilità (essendo dotato di un termostato indipendente ogni stanza può essere acclimatata con una temperatura differente), la sicurezza (garantita sia dal fatto che gli elementi sotto tensione si trovano al fondo del pavimento, e sono dunque inaccessibili, che dai  materiali ignifughi con cui sono realizzati i riscaldatori), la comodità (visto che, eccetto le sostituzioni di alcune parti soggette ad usura, non c’è alcuna manutenzione da eseguire).
E, in fondo alla lista, ma in cima probabilmente agli interessi dell’utenza, l’economicità del riscaldamento elettrico a pavimento rispetto ai sistemi tradizionali di riscaldamento (ad esempio di un impianto a gas), a patto che venga realizzato in maniera professionale da personale qualificato: qualora infatti l’impianto di riscaldamento elettrico risulti sottodimensionato la temperatura impostata sui termostati non verrà raggiunta e il sistema rimarrà sempre acceso (per cui, a fronte di un impianto meno costoso, si registreranno consumi maggiori e ambienti più freddi); mentre, in caso di sovradimensionamenti, il costo di installazione aumenterà.
Merita un’attenta valutazione al momento dell’installazione anche lo spessore dei massetti: ad uno spessore maggiore corrisponde un incremento nei tempi necessari a raggiungere la temperatura desiderata; ad uno spessore più contenuto il grado di calore si raggiungerà più facilmente, ma più veloce sarà anche il raffreddamento (anche se questo tempo è in relazione pure al tipo di coibentazione di un ambiente).
Sempre in merito alle valutazioni preliminari, è necessario avere chiaro il concetto che un reale risparmio energetico, e dunque economico, è realizzabile nel momento in cui si utilizzano fonti rinnovabili per produrre energia, ad esempio abbinando ad un impianto di riscaldamento elettrico a pavimento un sistema di pannelli fotovoltaici.
 
Le proposte del mercato in merito al riscaldamento elettrico a pavimento
L’azienda Filmcutter propone Warmset, un elemento riscaldante costituito da due conduttori in alluminio o in fibra di carbonio accoppiati a diversi film di materie plastiche, che non solo sono interamente riciclabili, ma hanno una forma piatta, che garantisce una superficie di scambio termico che occupa circa il 50-60% della pavimentazione, a fronte del 10-25% dei tubi radianti tradizionali di forma circolare.
A questa innovazione, si sommano altri aspetti positivi: l’alluminio è un eccellente conduttore e trasferisce calore in maniera molto più efficiente rispetto ad altri materiali; la posa in opera è semplificata dalla rigidità della membrana a serpentina, che consente di applicarla direttamente sotto al pavimento oppure annegata in un massetto; questo tipo di impianto è compatibile con pavimenti in porcellana, piastrelle in ceramica o pietra, parquet e laminato, resina e moquette; e inoltre, visto il suo ridotto spessore (2,5 mm), può essere utilizzato anche laddove non è possibile rimuovere il pavimento esistente, potendosi posizionare direttamente sopra la vecchia pavimentazione per ricoprirla poi con quella nuova.

 

Altra azienda che propone sistemi di riscaldamento elettrico a pavimento è la THERMAL TECHNOLOGY®, che mette a disposizione del mercato una rete avvolgibile dello spessore di 4mm che può essere personalizzata sia per potenza che per forma (con una superficie massima di 25m²).
Quick Heat Floor è un sistema di riscaldamento elettrico a pavimento a bassissimo consumo energetico, commercializzato da Ideal Energy Group: un prodotto brevettato, con doppio isolamento  e interamente collegato a terra, disponibile nella doppia versione SISTEMA FLEX  o Kit “fai da te” (composto da nastro adesivo, filo riscaldante, rete in fibra di vetro autoadesiva, colla spray, termostato, tester per verificare il funzionamento al termine dell’installazione) e SISTEMA BASIC (composto da tutti gli elementi precedenti, con l’unica differenza che  il filo riscaldante e la retina autoadesiva sono già preassemblati in base alla potenza/mq richiesta dal cliente).
Il risparmio energetico di questo prodotto deriva in particolare dalla BASSA INERZIA TERMICA: un sistema di riscaldamento a pavimento tradizionale viene posto in genere sotto il massetto, per cui il calore impiega dalle 24 alle 48 ore per arrivare in superficie e riscaldare gli ambienti, mentre il sistema Quick Heat floor, grazie allo spessore di 1 mm e al fatto che viene posto sopra il massetto e subito sotto il pavimento, ha la capacità di riscaldare l’ambiente 5 volte più velocemente rispetto ad altri sistemi

Gli elementi scaldanti Warmup sono progettati per essere i più sottili sul mercato, sono realizzati in rame nichelato, e sono più resistenti di altri marchi che utilizzano PVC; inoltre il termostato Warmup 3iE permette di monitorare i costi di gestione grazie alla speciale funzione di controllo dei consumi. L’azienda è talmente certa dei propri prodotti che offre la garanzia a vita per i sistemi con matasse scaldanti e cavi sciolti.

 

Riscaldamento elettrico a parete

 

Il riscaldamento elettrico a parete ha le medesime caratteristiche di quello che viene collocato sottopavimento (link all’articolo Riscaldamento elettrico a pavimento): comodo, silenzioso e invisibile, a basso consumo ed economico (se integrato a un impianto di energia rinnovabile quale quello fotovoltaico). 

Uguali anche i principi di funzionamento: il calore si propaga per irraggiamento (grazie alle onde infrarosse che fungono da mezzo e al fatto che il caldo del calore si sposta sempre dal corpo più caldo al corpo più freddo), e risulta uniforme e confortevole. Inoltre, grazie al cronotermostato, è possibile un controllo completo, dalla temperatura agli orari di accensione e spegnimento.
 
Altro pregio comune ai due tipi di riscaldamento a pavimento è la flessibilità, infatti anche la rete scaldante del riscaldamento elettrico a parete può essere posata sotto l’intonaco (la rete viene fissata alla muratura grezza mediante chiodi di fissaggio, vengono collegati i vari elementi all’impianto elettrico, e si procede all’intonacatura e asciugatura dei muri), sotto i rivestimenti dei bagni all’interno della colla di fissaggio fra intonaco finito e la mattonella di rivestimento, sotto una lastra di cartongesso, all’interno di una lastra in fibra di gesso dove viene posato un cavo in fibra di carbonio e un rivestimento in alluminio (per impedire al calore di disperdersi nella parete).

 
Pregi e difetti del riscaldamento elettrico a parete
Come anticipato, i vantaggi di un sistema di riscaldamento elettrico a parete sono paragonabili a quelli conseguiti con lo stesso sistema applicato ai pavimenti, e cioè la silenziosità, la sicurezza (garantita dal fatto che gli elementi sotto tensione non sono esposti), la comodità (visto che non è richiesta alcuna manutenzione), la salubrità (il riscaldamento elettrico non muove l’aria, quindi di conseguenza né polveri né acari), la comodità (grazie alla gestione di orari, temperature e consumi), l’economicità (se abbinato a un impianto “primario”); l’ecologicità (non produce emissioni nocive per l’ambiente e quindi non inquina).
E tuttavia, un impianto di riscaldamento elettrico a parete non è scevro da svantaggi, legati in primis al fatto che il suo utilizzo non è ancora diffuso come impianto di riscaldamento primario (il che ne determina anche i prezzi, non esattamente abbordabili!), e poi alla necessità che venga inserito in nuove pareti (per cui è impiegabile solo in caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni), e al fatto che non si possono addossare grandi mobili contro le pareti riscaldanti (ostacolerebbero la distribuzione del calore) o adoperare chiodi (ad esempio per fissare quadri).
Due tra le aziende produttrici di sistemi di riscaldamento elettrico a parete
L’Ad srl presenta una vasta gamma di prodotti a basso consumo energetico, per la produzione di acqua calda ad uso sanitario e per il riscaldamento ambientale, adatti sia all’ambito domestico, sia a quello commerciale o industriale.
Tra questi i pannelli radianti per sistemi di riscaldamento elettrico a parete: quelli in marmo AEG (prodotti di alta qualità e di design, che possono essere installati esclusivamente a parete tramite l’apposito sistema di fissaggio e necessitano di un termostato remoto per la regolazione della temperatura ambiente; in diverse misure, potenze e tipo di marmo, sono semplici da installare e non necessitano di manutenzione nel tempo) e i pannelli radianti ECOSUN (che presentano una finitura superficiale bianca ruvida, con elementi cristallini applicati al pannello tramite bagno elettrolitico, che si abbina molto bene all’intonaco dei muri, disponibili in diverse misure, potenze e grado di protezione IP, e da oggi anche in vetro!).
La tecnologia proposta da ATH si caratterizza per la sua spiccata innovazione, che prevede il massimo sfruttamento della trasmissione di calore con il sistema dell’infrarosso lontano (presente in natura nei raggi solari, con lunghezze d’onda variabili dalle centinaia di micrometri al millimetro e con una portata d’irraggiamento di circa 7 m, che si differenzia sia dai Raggi infrarossi “vicini”, usati da tostapane, piastra, etc., sia dai Raggi infrarossi “medi”, adoperati nelle maggior parte dei radiatori a convezione che scaldano fino ad una distanza di circa 1,5 m). Nei radiatori ATH (link all’articolo omonimo) tutte le pareti diventano degli accumulatori di calore, le masse restituiscono poi uniformemente un dolce e confortevole riscaldamento e lo rilasciano nel tempo con un’immediata sensazione di calore, di comfort e di benessere.
 
Costi dei sistemi di riscaldamento elettrico a parete
Ma quanto costa realizzare un sistema di riscaldamento elettrico a parete? Un pannello varia dai 210 euro per un 500 watt della Thermal Technology, ai 300 euro per un 300 watt della Thermojoy, fino al “top di gamma” della Celsiuspanel, con prezzi fra i 600 e i 1.200 euro per le stesse potenze.
Su questi prezzi si può godere dello sconto fiscale del 50%, ma solo se l’acquisto dei pannelli rientra in un progetto di ristrutturazione edilizia, per esempio abbinati a un impianto fotovoltaico.