Un bel bagno caldo! Il modo migliore per produrre l’acqua calda sanitaria di casa

Riflettere sul sistema migliore per ottenere acqua calda sanitaria, conciliando una buona resa con bassi consumi e quindi risparmio energetico, significa tenere in conto tutte le variabili in gioco, a cominciare dalla struttura della casa (link all’articolo L’impianto di riscaldamento adeguato per una mansarda), fino ad arrivare alla zona climatica, passando per il numero dei componenti della famiglia e da quanto e come vengono vissuti gli spazi domestici.
“E’ importante fare la scelta giusta che risulti più adatta e conveniente alle proprie esigenze e, per risparmiare maggiormente, è importante scegliere tra le migliori offerte luce disponibili sul mercato libero
Acqua calda sanitaria con lo scaldacqua istantaneo a gas
Il primo sistema per ottenere acqua calda sanitaria è lo scaldabagno a gas: molte sono le aziende che presentano questo prodotto nel loro catalogo di offerte, e molte sono le tipologie oggigiorno disponibili sul mercato. In primis, a camera aperta, a camera stagna, a condensazione.
Il termine “camera” si riferisce al vano che si trova tra il bruciatore e lo scambiatore, in cui avviene una parte della miscelazione del gas proveniente dal bruciatore con l’aria per la combustione e quindi la fiamma. Le pareti della camera sono generalmente rivestite di fibra di ceramica ad elevato isolamento termico.
I primi due tipi di caldaia si distinguono per:
diverso modo di prelevare l’aria: le caldaie di tipo a camera stagna prelevano l’aria dall’esterno con un tiraggio forzato (per questo possono essere installate anche in locali piccoli), mentre le caldaie a camera aperta prelevano l’aria dal locale in cui sono installate con un tiraggio naturale e bruciano l’aria presente all’interno del locale dove sono installate (per questo deve essere collegata a una canna fumaria che permetta che i fumi prodotti dalla combustione vengano scaricati all’esterno)
per modalità di tiraggio: il tiraggio indica la circolazione continua dell’aria nel braciere e nel camino, in modo da fornire la quantità di ossigeno necessaria alla combustione e consentire l’eliminazione dei fumi prodottisi con la combustione. Le caldaie a camera stagna utilizzano un sistema di tiraggio forzato (tramite un sistema di ventilazione presente nel circuito di combustione), mentre quelle a camera aperta utilizzano un sistema di tiraggio naturale (tramite una piccola apertura frontale della caldaia stessa).
 Tra le molte aziende, la Vaillant offre numerose soluzioni per l’installazione di scaldabagno e scaldacqua a gas per la produzione di acqua calda sanitaria con il massimo risparmio energetico, come turboMAG plus scaldabagno a gas istantaneo a tiraggio forzato, con accensione elettronica e dimensioni compatte; atmoMAG XI e atmoMAG mini XI, scaldabagni istantanei con accensione elettronica a batteria; atmoMAG XZ e atmoMAG mini XZ, scaldabagni istantanei con accensione piezoelettrica; atmoMAG mini GX, scaldabagni istantanei a gas modulanti con accensione idrodinamica; outsideMAG, scaldabagno per esterno; atmoMAG plus, a camera aperta e tiraggio forzato; electronicMAG, scaldabagni istantanei a camera aperta, con accensione elettronica e con micro accumulo; e turboMAG 17 litri/min.
Ariston Thermo propone lo scaldacqua istantaneo a gas Fast EVO per installazioni interne, in due versioni, ad accensione elettronica con cavo (con comandi a dispaly semplici ed intuitivi) e ad accensione a batteria. Fast Evo lavora anche con sistemi solari tramite valvola termostatica ed è dotato di accessori tra cui il kit per la trasformazione gas GPL e AP. Tra i tanti vantaggi di questo apparecchio c’è la modulazione continua della fiamma, grazie all’azione della sonda NTC in uscita dello scambiatore e alla scheda elettronica, che permette la massima stabilità di temperatura anche in caso di oscillazioni della portata di acqua. Inoltre in dotazione la protezione contro la sovratemperatura, il flussostato acqua, lo scambiatore in rame e il rilevamento elettronico di presenza fiamma.
Il riscaldatore di acqua istantaneo elettrico
OPUS Instant della Santoni (link all’articolo Santoni: una vita dedicata al riscaldamento elettrico) è un riscaldatore di acqua istantaneo elettrico, semplice, facile da installare e utilizzare, efficiente e conveniente, che necessita solo di un collegamento alla rete di carico ed una presa elettrica: il principio è che l’acqua calda sanitaria viene prodotta nel momento del bisogno, invece che essere accumulata e mantenuta calda anche quando non necessaria. Il sistema offre regolazione di flusso d’acqua e temperatura, e un controllo delle sovrappressioni tramite una valvola di sicurezza e un termostato. Le dimensioni ridotte (circa 30x24x10), la convenienza, la modularità, l’efficienza, la semplicità di installazione, oltre alla certificazione europea, ne fanno la soluzione più economica presente sul mercato.
 

 

L’acqua calda sanitaria prodotta dalle caldaie a condensazione
Lo scambiatore di calore di una caldaia a condensazione è invece progettato per abbassare in modo opportuno la temperatura dei fumi di scarico e ottenere la condensazione del vapore acqueo, che avviene intorno ai 55° C. Il calore liberato dalla condensazione viene ceduto all’impianto, che dunque dovrà assorbire meno calore per raggiungere la temperatura di mandata, risparmiando in tal modo sui consumi di gas. Il calore di condensazione del gas metano è circa l’11% della sua energia termica totale, quindi l’entità del risparmio è notevole.
 
Junkers propone una vasta gamma di scaldabagni a gas per uso domestico per soddisfare ogni esigenza in termini di acqua calda sanitaria: istantanei, abbinabili a sistemi solari termici, a condensazione, a premiscelazione, convenzionali (link all’articolo Meglio una caldaia a gas o una pompa di calore?).
Gli scaldacqua a condensazione Infinity della Rinnai sono divisi in gamma da interno e da esterno, e contraddistinti dalla dimensione estremamente compatta e dall’elevata efficienza termica, essendo in grado di produrre da 26 a 32 l/min a seconda del modello.
Anche gli scaldabagni a gas a condensazione di Cosmogas garantiscono immediata disponibilità di acqua calda sanitaria in grande quantità, senza fastidiosi tempi di attesa, anche in abitazioni con più punti di prelievo contemporaneo, potendosi pure abbinare ad energie rinnovabili come i sistemi con pannelli solari termici.
Solare termico e acqua calda sanitaria
Super Solar Maxi Plus è il nuovo prodotto dell’azienda Solar Energy Group: un sistema del tipo solare termico a circolazione forzata, studiato per produrre acqua calda sanitaria ed integrazione per il riscaldamento, senza alcun intervento sull’impianto esistente.
Infatti, la novità di questo prodotto sta nel fatto che, grazie ad un sistema brevettato, il bollitore si può adattare a qualsiasi tipologia di riscaldamento, compreso quello a radiatori di tipo tradizionale.
Da non sottovalutare che, grazie al Conto Termico, si può beneficiare di un contributo variabile in base alla superficie totale di collettori termici installati, che può arrivare, con la gamma Super Solar Maxi , fino al 76% della spesa sostenuta: il contributo viene erogato in soli due anni direttamente sul conto corrente dell’acquirente.
Anche i collettori termici possono essere inseriti in due tipologie di impianti: sistemi a circolazione naturale e a circolazione forzata.  Entrambi i sistemi, pur presentando sostanziali differenze dal punto di vista impiantistico, sono la soluzione ideale per coprire su base annua una percentuale del fabbisogno termico per usi domestici fino a punte del 70-80%, mentre nel periodo estivo la copertura è pressoché totale. I principali vantaggi del primo tipo di sistemi sono il costo limitato, la semplicità di installazione, e la notevole convenienza per usi prevalentemente estivi o in località con elevata insolazione; i sistemi a circolazione forzata si caratterizzano per un’elevata efficienza grazie al serbatoio verticale (si evitano miscelazioni di acqua fredda e calda) e per la possibilità di posizionare il serbatoio all’interno dell’abitazione (minimizzazione dell’impatto visivo del sistema).
La sempre presente Vaillant si occupa anche di prodizione di solare termico, con prodotti come auroSTEP plus D (Sistema solare modulare compatto a svuotamento), auroSTEP plus PS (Sistema solare modulare compatto pressurizzato), auroSTEP PRO (a circolazione naturale per acqua calda sanitaria), auroTHERM exclusive (collettore solare a tubi sottovuoto), e molti altri.

 

 

Cos’è la legionella?

 

Si tratta di un batterio aerobio del quale sono state identificate quasi 50 specie diverse e più di 70 ceppi, tra i quali la più pericolosa è la Legionella Pneumophila, responsabile di infezioni polmonari anche gravi che, attraverso il coinvolgimento degli organi extra polmonari, possono portare alla morte dell’individuo colpito nel 5-15% dei casi.
Il batterio sopravvive tra 5 e 55°C e prolifera tra 24 e 42°C, in condizioni di stagnazione e in presenza di incrostazioni o sedimenti, ma può anche creare in maniera indipendente il proprio ambiente ideale (biofilm), resistente sia all’azione termica che a quella chimica.
Il genere Legionella è stato così denominato nel 1976, dopo che un’epidemia si era diffusa tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. In quell’occasione, 221 persone contrassero questa forma di polmonite precedentemente non conosciuta, e 34 morirono. La fonte di contaminazione fu identificata nel sistema di aria condizionata dell’albergo che, insieme agli impianti di produzione e distribuzione dell’acqua calda, rappresentano l’habitat naturale del batterio (si trova anche nei fiumi e nei laghi e in generale in tutti gli specchi d’acqua la cui temperatura non è eccessivamente bassa, ma in questi casi è presente in dosi talmente basse da non costituire un pericolo).
Prevenzione e ciclo antilegionella
Per ridurre la pericolosità di questo batterio, oltreché l’adeguata manutenzione, che prevede una corretta pulizia degli impianti, degli accumuli e dei serbatoi, anche con trattamenti chimici volti ad eliminare il biofilm, è possibile agire già dalla fase di progettazione, eliminando la possibilità di ristagno dell’acqua (quindi ottimi impianti con ricircolo) e prevedendo ove possibile tubazioni di rame per la distribuzione finale, in quanto il rame inibisce la formazione della legionella.
Un’alternativa è costituita dalla produzione istantanea dell’acqua calda sanitaria, senza prevedere accumuli e serbatoi (tuttavia in questi casi ne risentirebbero i costi e le necessità di spazio, che si accrescerebbero).
Il primo metodo di trattamento è la disinfezione termica, che consiste nel portare l’acqua sopra i 60°C: tuttavia, per essere realmente efficace, tutti i punti dell’impianto (compresi i terminali di distribuzione) devono raggiungere la temperatura in questione, che però non incide sul biofilm, per cui la legionella ha possibilità di ricostituirsi nel giro di qualche settimana.
Più efficace l’aggiunta di cloro in concentrazione elevata: la sostanza raggiunge adeguatamente tutti i punti dell’impianto, e agisce anche sul biofilm; tuttavia, oltre il fatto che alcune tubature potrebbero corrodersi, esistono dei limiti oltre i quali l’acqua non è più potabile (per cui, dopo m’impiego del cloro, saranno comunque necessari una serie di lavaggi dell’impianto prima di ripristinare la distribuzione dell’acqua).
A tutti questi limiti è possibile ovviare con l’impiego di piccole quantità di biossido di cloro, che presenta l’unico svantaggio che va prodotto in loco con idonee apparecchiature di potenzialità adeguata all’impianto.
Anche l’irradiazione del flusso d’acqua con lampade a raggi ultravioletti non si dimostra efficace sul biofilm e sulle zone di ristagno, per cui è necessario abbinarlo ad altri metodi (il ché però implica che si incrementino ulteriormente i costi, che già rappresentano il deterrente maggiore all’impiego di questo metodo).
La quinta modalità si basa sull’azione combinata di ioni rame e argento, generati tramite elettrolisi: tuttavia, a dispetto dell’efficacia, questo tipo di intervento viene inficiato in presenza di tubi zincati (in quanto lo zinco inattiva gli ioni argento) e di livelli inadeguati di ioni concentrati (troppo bassi non sono adeguatamente disinfettanti, troppo alti rendono non potabile l’acqua).
L’argento può essere adoperato anche in una soluzione stabile con acqua ossigenata, tuttavia tale metodo è relativamente recente e ancora poco diffuso per poterne dedurre la validità.
Non presenta rischi per la potabilità dell’acqua l’ozono, che presenta il vantaggio di agire anche su altri batteri e microrganismi eventualmente presenti nell’acqua.
L’ultimo e più innovativo metodo si basa sull’impiego di nanotubi applicati o direttamente sui punti di prelievo o sulle tubazioni di distribuzione, che costituiscono un filtro meccanico (filtro a membrana) per i batteri della legionella: tuttavia, trattandosi di diametri ridottissimi, i filtri vanno sostituiti con una certa periodicità e abbinati a qualcuno degli altri metodi e solo in assenza di impurità (pena l’intasamento immediato del filtro).
Tutto sommato però è bene evitare di affidarsi a un solo metodo, per quanto semplice o economico, ed è preferibile invece combinarne diversi in modo da garantirsi un ottimo livello di protezione a fronte di una spesa ragionevole, anche perché ci sono più di cento casi all’anno di legionellosi in Italia: una questione non proprio trascurabile!
 
La legionellosi
La malattia polmonare provocata dal batterio può manifestarsi in due forme distinte:
  • la malattia del legionario vera e propria, che frequentemente include una forma più acuta di polmonite
  • la febbre Pontiac, una forma molto meno grave.
Poiché sedimenti organici, ruggini, depositi di materiali sulle superfici dei sistemi di stoccaggio e distribuzione delle acque facilitano l’insediamento della Legionella, essa pone un serio problema di salute pubblica, soprattutto in ambienti come case di cura, residenze per anziani, ospedali, piscine, e altri luoghi pubblici.
La distinzione tra la legionellosi e altre forme di polmonite può essere fatta solo attraverso test diagnostici specifici e non sulla base dei sintomi che sono molto simili. Il test diagnostico classico, che solitamente viene effettuato solo quando esiste un sospetto di legionellosi, è l’isolamento del batterio dallo sputo, l’analisi degli antigeni presenti nelle urine e il livello di anticorpi nel sangue.

Nella forma febbrile minore, che può insorgere anche a poche ore dall’esposizione all’agente batterico fino a un paio di giorni dopo, la legionellosi causa febbre e dolori muscolari ma non polmonite. In questo caso i sintomi si riducono nel giro di pochi giorni.

Il trattamento della legionellosi, essendo una malattia di origine batterica, passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche, che in pazienti non immunocompromessi, consente la guarigione senza strascichi o conseguenze importanti.

 

Pompe di calore ad alta temperatura

La diffusione di sistemi di riscaldamento a termosifone, che richiedono tipicamente temperature sopra i 60°, non ha mai posto il problema della produzione di acqua calda sanitaria, che generalmente viene fornita dalla stessa caldaia che opera per il riscaldamento. Diversamente le pompe di calore sono sempre state utilizzate con impianti a bassa temperatura: il loro abbinamento naturale è infatti con i sistemi radianti, che lavorano tipicamente a 30/35°, o al massimo con i fancoil a 40/45° (link all’articolo fancoil).

L’utilizzo sempre più frequente delle pompe di calore per il riscaldamento radiante porta a chiedersi come produrre l’acqua calda sanitaria senza dover installare anche una caldaia.

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