Cos’è un ventilatore meccanico a recupero di calore?

 

Si tratta di una macchina che consente di trattare l’aria esterna per immetterla all’interno degli ambienti: questo permette di rinnovare l’aria e ripristinare la corretta quantità di ossigeno, controllare gli agenti inquinanti e contribuire al controllo dei livelli di temperatura e di umidità dell’ambiente.
Nelle nuove abitazioni dove l’isolamento termico è ad alta efficienza e non c’è quindi un ricambio d’aria naturale, diventa fondamentale l’utilizzo di sistemi di ventilazione meccanica controllata.

 

Le aziende produttrici
Viene incontro a questa esigenza la Mitsubishi con:
  • recuperatori di calore entalpici residenziali de-centralizzati, come Lossnay VL-100EU5-E: strumento ideale per ambienti residenziali con superfici fino a80m2, che offre massimo comfort grazie al deflettore regolabile e alla distribuzione ottimale dell’aria e massima silenziosità, un filtro ad alta efficienza in classe G3 che permette di eliminare le polveri sottili depurando l’aria e restituendo un ambiente sano, un’ efficienza di scambio termico che arriva all’80% e la raffinatezza estetica che gli consente di abbinarsi perfettamente a ogni ambiente domestico, in modo semplice grazie al fatto che per l’installazione bastano due fori da 85 mm di diametro e non servono interventi invasivi o controsoffitti;
  • recuperatori di calore residenziali centralizzati, come Lossnay VL-220CZGV: unità di ventilazione centralizzata a doppio flusso con recupero di calore che provvede al ricambio d’aria della unità abitativa tramite l’estrazione dell’aria dai locali di servizio e all’immissione nei locali nobili dell’aria di rinnovo, filtrata e preriscaldata;
  • recuperatori di calore entalpici canalizzati: lo scambiatore realizza un efficace scambio termico totale – temperatura (calore sensibile) e umidità (calore latente) – utilizzando divisori in carta trattata appositamente e permeabili all’umidità che consentono l’espulsione dell’aria viziata all’esterno e l’immissione dell’aria fresca all’interno senza che vi sia la benché minima miscelazione tra le due;
  • recuperatori di calore entalpici «slim», come LGH-RVXT: bassissimi consumi elettrici, soprattutto a velocità ridotta, Minori emissioni sonore, Maggiore flessibilità d’uso e regolazione fine della portata d’aria impostabile da comando remoto;
  • recuperatori di calore entalpici a basamento, come LGF-100GX-E: elevata flessibilità installativa ed operativa, visto che allocato in un apposito vano permette di effettuare operazioni di ispezione senza recare disturbo alle persone presenti nell’ambiente trattato e annullando, inoltre, eventuali rumori indesiderati.Tutte le sezioni di attraversamento dell’aria sono facilmente accessibili per le operazioni di manutenzione e pulizia mediante la semplice rimozione di tutti i componenti principali e dei cassetti divisori.
Grazie a questi sistemi di recupero di calore, con efficienza di recupero maggiore dell’80%, il calore contenuto nell’aria estratta viene trasferito al flusso dell’aria in ingresso, riducendo i consumi energetici e migliorando il comfort nelle stanze dove avviene l’immissione dell’aria.
Anche l’azienda Vortice propone una selezione molto ampia a seconda delle esigenze, che addirittura arriva ad un totale di 36 prodotti, tra recuperatori di calore con funzione di deumidificazione, recuperatori di calore da controsoffitto (sia residenziale che commerciale), recuperatori di calore da parete/pavimento, recuperatori di calore decentralizzati, recuperatore di calore residenziale da parete per esterni.
 
 
 
Il Sistema VORT HA realizza il ricambio dell’aria ambiente indispensabile a mantenere il livello di umidità relativa e la concentrazione di inquinanti (NOX, VOC – Composti Organici Volatili, CO e batteri), al di sotto dei limiti che potrebbero pregiudicare il comfort e la salute degli occupanti. E’ dotato di un Sistema di filtri che assicura la ritenzione della gran parte delle polveri sottili presenti nell’aria esterna di rinnovo e di Un filtro esterno all’unità di ventilazione (protetto da brevetto) che assicura l’abbattimento della carica batterica, e da Livelli di rumorosità, consumi e prestazioni non soggetti a variazioni.
Altra azienda alla quale riferirsi per i recuperatori di calore è Sire, che propone la serie ROTO, costituita da unità ventilanti a doppio flusso con recuperatore di calore rotativo e ventilatori centrifughi (che nel caso dei modelli ROTO/EC sono azionati da motori con tecnologia EC ad altissima efficienza), e la serie RECO-VEN P, che si compone di 8 modelli, per portate da 100 a 700 m3/h, e che non richiedono canalizzazioni, perché si installano a muro su una parete esterna.

 

Altri due prodotti di spicco della Sire sono VENUS, ideale per appartamenti, case mono e bifamiliari, studi medici, piccole utenze del terziario, con una portata d’aria che va da 150 a 700 m3/h e un rendimento maggiore dell’85%, e ALFA 95, disponibile in versione orizzontale e verticale, per portate d’aria da 800 a 5500 m3/h, ideale per uffici, ristoranti, palestre, scuole, piscine, supermercati.

 

 

Meglio una caldaia a gas o una pompa di calore?        

 

Sei preoccupato per quanto il dispendio di energia influisca sull’entità delle bollette di casa? Allora ti consigliamo di riflettere sul fatto che, secondo le statistiche, in ambito domestico si consuma più energia per il riscaldamento dell’acqua per uso sanitario che non per cucinare o illuminare.
 
La soluzione al problema potrebbe essere rappresentata dalla sostituzione della vecchia caldaia a gas con una pompa di calore alimentata elettricamente, se non fosse che in Italia il prezzo di un Kw/h è maggiore rispetto agli altri Paesi! Tuttavia, grazie alla tariffa elettrica D1 (link all’articolo omonimo), attivata in via sperimentale dal primo luglio 2014, che consentono a quelli che hanno decidono di utilizzare una pompa di calore per scaldarsi di usufruire di questa tariffa, che è più bassa di circa il 30% rispetto alla D2 (utilizzata per contratti di privati fino a 3Kw) e alla D3 (utilizzata per contratti di privati fino a 6Kw), e che ha un costo costante del kilowatt, diversamente dalla D2 e D3 che aumenta in maniera proporzionale al consumo annuo.
“Con le vecchie caldaie consumi di più. Se installi una pompa di calore elettrica e stipuli un tipo di contratto conveniente con il tuo fornitore di energia, che preveda un costo del Kwh consono, i tuoi risparmi saranno effettivi.”
Per usufruire della tariffa D1 è però necessario che l’unico sistema di riscaldamento presente sia, appunto, la pompa di calore (anche in coesistenza tra due case adiacenti), che deve però presentare requisiti di prestazione minima e installazione non precedente al primo gennaio 2008.
La tariffa è utilizzabile anche in case nelle quali siano presenti solo gli split, che utilizzati in inverno per riscaldare sono equiparabili a pompe di calore.
Per usufruire della tariffa D1 bisogna compilare un modulo (da consegnare al proprio gestore elettrico) riportando una serie di informazioni che riguardano l’ampiezza della casa, il numero di occupanti e il codice Pod del proprio contatore elettrico che deve essere di tipo “telegestito”.
Questa innovazione potrebbe dunque rappresentare il punto di svolta nella sostituzione del tradizionale sistema di caldaia con uno basato su una pompa di calore, allacciata magari ad un impianto fotovoltaico che di giorno alimenterebbe in maniera autonoma i riscaldamenti elettrici, e ad un impianto a pannelli radianti elettrici (a pavimento, parete o a soffitto) per massimizzare i risultati conseguibili.
I sistemi in pompa di calore in sostituzione delle tradizionali caldaie a gas consentono un consumo inferiore anche al 50%, facilitando l’ottenimento della classe energetica A o superiore per la costruzione.
L’ingegnere Lorenzo Colasanti del Politecnico di Milano e Energy & Strategy Group hanno condotto un’analisi su una villetta monofamiliare di 4 persone: ai costi dell’installazione (per la caldaia a gas 1.500 Euro + iva, per la pompa di calore da 10 kW 7.500 Euro + IVA) vanno sottratti gli incentivi relativi alla Detrazione Fiscale del 65% o del Contributo Conto Termico.
I valori cambiano a seconda dell’incentivo che si sceglie e della zona climatica in cui si vive, ma i risultati evidenziano chiaramente l’entità del risparmio di una pompa di calore rispetto a una caldaia a gas, con un rientro dell’investimento pari a 5/6 anni.
 

 

Altra considerazione in merito alla questione pompa di calore vs caldaia a gas è che, mentre queste ultime trasformano in energia circa l’85% della potenzialità termica di un m³ di metano e il resto viene disperso con i fumi di scarico della combustione (utilizzando il GPL i costi di esercizio sono anche maggiori), le pompe di calore di nuova generazione permettono di migliorare le spese energetiche e di conseguenza abbassare in modo sensibile i costi di gestione. Per pompe di calore di nuova generazione si intendono quelle elettriche aria-acqua (che producono acqua calda sanitaria e per il riscaldamento e, nel ciclo inverso, acqua fredda utilizzabile per raffrescare gli ambienti) ad alta temperatura (link all’articolo pompe di calore ad alta temperatura), capaci di portare la temperatura dell’acqua necessaria al riscaldamento a 65/70°C.
Per garantirsi il risparmio di cui sopra è necessario che queste siano integrate con un impianto solare termico per produrre l’acqua sanitaria in modo autonomo nei periodi estivi (abbattendo i costi fino al 100%), e che si abbinino a un piano di cottura a induzione (in sostituzione dei fornelli a gas).

 

Pompa di calore vs caldaia a gas: confronto dei costi di gestione
Impianto a metano:
1 m³ di metano costa 0.90€
1 m³ di metano produce massimo 9000 calorie

 

 

Pompa di calore:
1KWh di corrente costa 0.22€
Il COP (link all’articolo Coefficienti di prestazioni e rendimenti delle pompe di calore) di una pompa di calore è di 3.5 / 4.0 (quindi se consuma 1 Kw di energia elettrica vuol dire che genera 3.5 Kw di energia termica). Per produrre 9000 calorie (equivalenti a 1m³ di metano dal costo di 0.90€) sono necessari 9000:3.5=2.57 KWh di corrente quindi 2.57×0.22= 0.56€
Quindi, per produrre le stesse calorie, con una pompa di calore si ha un risparmio netto del 40%.
Inoltre, una caldaia a metano/Gpl ha una perdita di rendimento di circa il 15%.
E infine, integrando l’impianto di riscaldamento con un piccolo impianto fotovoltaico, il risparmio è del 100%.

 

Come controllare la temperatura della piscina

La piscina in casa è un vezzo, ma visto che ci sono persone (fortuna loro) che possono permettersela, è pure giusto capire come poter controllare la temperatura della piscina: a tal proposito però, è bene chiarire di che tipo di piscina si tratta, o per meglio dire a quale tipologia di attività è adibita, oltreché dove sia collocata (all’esterno o all’interno), perché sussistono differenze proprio in base a questi fattori.

Si pensi, a tal proposito che, al di là della percezione soggettiva, e quindi della maggiore o minore sensazione che si vuole percepire, i parametri stabiliscono che in una piscina agonistica la temperatura dovrebbe essere compresa tra 22 e 24 gradi, in una piscina adibita a svago invece ci si dovrebbe attestare tra i 24 e i 28, la temperatura di una piscina per bambini sale a 28-30, e pure nelle piscine ad uso terapeutico si raggiungono i 30 gradi.
Riscaldamento elettrico piscina
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Le diverse tipologie di pompe di calore elettriche

Se vogliamo assicurarci un ambiente domestico caldo d’inverno e fresco d’estate, garantirci l’acqua calda sanitaria, e in più risparmiare energia (e quindi anche denaro) e ridurre le emissioni inquinanti (impiegando energia rinnovabile), sarebbe opportuno dotarsi di una pompa di calore elettrica, anche perché in Italia esistono le condizioni climatiche ideali per il loro utilizzo, visto che le temperature medie consentono efficienze molto elevate.
Anche se alimentate da elettricità o gas, la pompa di calore elettrica utilizza di fatto energia rinnovabile, perché trasferiscono il calore da una sorgente esterna all’ambiente da climatizzare o all’acqua da riscaldare: le pompe aria-aria e le pompe aria-acqua lo prelevano dall’aria esterna, mentre le pompe acqua-acqua e le pompe terreno-acqua lo prelevano dall’acqua o dal terreno, per mezzo di una sonda geotermica. Le prime due sono le più semplici da installare, ma la loro efficienza dipende dalla temperatura dell’aria esterna: sotto ai 5-7 °C le prestazioni calano notevolmente, con consumi maggiori, per cui sono sconsigliate per le fasce climatiche più fredde. Le pompe acqua-acqua hanno prestazioni migliori, perché prelevano da una sorgente a temperatura più stabile, ma sono più complesse e costose da installare (il 15-30% in più) perché bisogna scavare un pozzo. In generale le pompe di calore elettriche sono economicamente più vantaggiose di quelle a gas.
Pompa di calore riscaldamento elettrico
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Pompe di calore ad alta temperatura

La diffusione di sistemi di riscaldamento a termosifone, che richiedono tipicamente temperature sopra i 60°, non ha mai posto il problema della produzione di acqua calda sanitaria, che generalmente viene fornita dalla stessa caldaia che opera per il riscaldamento. Diversamente le pompe di calore sono sempre state utilizzate con impianti a bassa temperatura: il loro abbinamento naturale è infatti con i sistemi radianti, che lavorano tipicamente a 30/35°, o al massimo con i fancoil a 40/45° (link all’articolo fancoil).

L’utilizzo sempre più frequente delle pompe di calore per il riscaldamento radiante porta a chiedersi come produrre l’acqua calda sanitaria senza dover installare anche una caldaia.

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Coefficienti di prestazioni e rendimenti delle pompe di calore

Il COP rappresenta il coefficiente di prestazione ed indica la quantità di lavoro prodotto rispetto all’energia utilizzata. In una pompa di calore (link all’articolo pompe di calore per piscine) fornisce dunque il rapporto fra il calore somministrato da una sorgente a temperatura più alta e il lavoro speso per fare ciò.
Coefficienti di prestazioni e rendimenti delle pompe di calore
La regola generale è che il rendimento delle pompe di calore è inversamente proporzionale alla differenza di temperatura tra sorgente fredda e pozzo caldo, dunque, maggiore è questa differenza di temperatura minore è il rendimento del sistema. Per questo motivo, le pompe di calore che sfruttano sorgenti fredde a temperature relativamente costanti, come il terreno e l’acqua, risultano di norma più efficienti rispetto a quelle che utilizzano sorgenti fredde estremamente variabili, come l’aria, e per le stesse ragioni, le pompe di calore hanno prestazioni migliori se abbinate a sistemi di riscaldamento funzionanti a basse temperature, come i pannelli radianti.
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